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Commedia di Dante. Inferno. Canto XXVIII

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“"Or vedi com'io mi dilacco!       vedi come storpiato è Mäometto! Dinanzi a me sen va piangendo Alì, fesso nel volto dal mento al ciuffetto”. “Io vidi certo, e ancor par ch'io 'l veggia, un busto sanza capo andar sì come andavan li altri de la trista greggia;        e 'l capo tronco tenea per le chiome, pesol con mano a guisa di lanterna: e quel mirava noi e dicea: "Oh me!"”. (ottavo cerchio, nono girone. Seminatori di scandalo e di scisma: Maometto, Alì, Pier da Medicina, Bertram dal Borno)

Commedia di Dante. Inferno. Canto XXVII

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“Come 'l bue cicilian che mugghiò prima col pianto di colui, e ciò fu dritto, che l'avea temperato con sua lima,        mugghiava con la voce de l'afflitto, sì che, con tutto che fosse di rame, pur el pareva dal dolor trafitto;                così, per non aver via né forame dal principio nel foco, in suo linguaggio si convertïan le parole grame”. (ottavo cerchio, ottavo girone. Legenda di Perillo da Atene – bue di rame)

Commedia di Dante. Inferno. Canto XXV

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“Le gambe con le cosce seco stesse s'appiccar sì, che 'n poco la giuntura non facea segno alcun che si paresse.   Togliea la coda fessa la figura che si perdeva là, e la sua pelle si facea molle, e quella di là dura.            Io vidi intrar le braccia per l'ascelle, e i due piè de la fiera, ch'eran corti, tanto allungar quanto accorciavan quelle”. (ottavo cerchio, settimo girone. Ladri)

Commedia di Dante. Inferno. Canto XVII

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"Ecco la fiera con la coda aguzza, che passa i monti e rompe i muri e l'armi! Ecco colei che tutto 'l mondo appuzza!". (settimo cerchio e discesa nel ottavo cerchio. Gerione – simbolo del inganno)

Commedia di Dante. Inferno. Canto X

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“Suo cimitero da questa parte hanno con Epicuro tutti suoi seguaci, che l'anima col corpo morta fanno”. (sesto cerchio. Seguaci di Epicuro: atei, eretici)