mercoledì 19 maggio 2010

IL CASO DELL’UOMO DEI LUPI - Fotoreport

di Claudio  Beghelli. Con Giulio Pizzirani  e Nicola  Bortolotti.

Per chi non è potuto venire, ecco alcune delle foto sceniche, scattate da Davide Savaidis.

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Lolita

venerdì 14 maggio 2010

Inaugurazione della mostra “Corpus Hermeticum” alla “Tifana Gallery” di Riga.

Tifana Con la direttrice della galleria “Tifana” Ilze Kuishele
La fine di aprile in Lettonia è stata piuttosto bizzarra quest’anno. Sembrava di vivere le quattro stagioni: è piovuto, ha nevicato, ha grandinato, ci sono state giornate annuvolate,  ma si è visto anche un po’ di sole. La temperatura massima è stata di 14 gradi!
Nonostante  questi inconvenienti climatici, all’inaugurazione il 27 di aprile è venuta tantissima gente. Per fortuna la galleria ha un piccolo cortile interno dove i visitatori potevano prendere una boccata d’aria fresca.
Erano presenti: il Professore Janis Andris Osis, ex rettore dell’Accademia e mio maestro con la signora Valda, la direttrice del Foreign Art Museum di Riga Daiga Upeniece, alcuni giornalisti, artisti, imprenditori, collezionisti e naturalmente amici e parenti.
Un ospite esotico, a Riga per un convegno, ha fatto lettura del mio lavoro in chiave di filosofia indiana.
Foto di Ilze Kuishele:
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1) Con il professore Janis Andris Osis, ex rettore dell’Accademia e la sua signora
2) Con la direttrice del Foreign Art Museum di Riga Daiga Upeniece
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3) Con i giornalisti di una trasmissione televisiva
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4) Con i giornalisti di un programma radiofonico con un ospite esotico
5) Con amici
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6) Industriale Jurij Danilko (sulla destra) con un amico
7) Con il piccolo Daniels che non ama farsi  fotografare
Lolita

domenica 9 maggio 2010

La mia scenografia per “Il caso dell’uomo dei lupi” di Claudio Beghelli

disegno_di_Lolita_Timofeeva TEATRO E PSICOANALISI                                                   con Giulio Pizzirani e Nicola Bortolotti

 

 

 

 

 

 

 

PRIMA ASSOLUTA

L’Associazione culturale Club di Fantomas invita pubblico e stampa ad assistere al debutto di un nuovissimo spettacolo teatrale, liberamente ispirato ad un celebre caso clinico di Sigmund Freud:

Lunedì 10, Venerdì 14 e Sabato 15 Maggio 2010, alle ore 21,  presso il Teatrino di Fantomas, in vicolo Vinazzetti 1, a Bologna (zona universitaria) andrà in scena per la prima volta

Il caso dell’uomo dei lupi

un dramma inedito di Claudio Beghelli con Giulio Pizzirani e Nicola Bortolotti e con la partecipazione di Paola Travaglini

Regia: Giulio Pizzirani

Scenografia e disegni: Lolita Timofeeva

Musiche originali, suono e luci: Matteo Cincopan

Animazioni grafiche: Massimiliano Bartoloni

Tecnico protezionista: Davide Savaidis

Due valorosi e affermati professionisti del teatro quali Giulio Pizzirani (della sua lunga e ricchissima carriera di interprete ricordiamo, per brevità: le importanti collaborazioni con Glauco Mauri, Maurizio Scaparro, Giancarlo Sepe e moltissimi altri grandi nomi della scena italiana; oltreché diverse partecipazioni a pellicole di Pupi Avati) e Nicola Bortolotti (già scritturato da registi del calibro di Luca Ronconi e Saverio Tedesco, per citare solo alcuni dei suoi lavori), hanno accettato la scommessa di allestire “Il caso dell’uomo dei lupi”, un dramma psicanalitico, liberamente ispirato all’omonimo referto clinico di Sigmund Freud, scritto da Claudio Beghelli, giovane drammaturgo e sceneggiatore emergente. Scenografia e disegni di Lolita Timofeeva.

Così l’Autore presenta questo suo insolito esperimento teatrale, commissionatogli dal Prof. Giorgio Celli:

“Un teatro non è un’aula di università, e dunque non è il caso di tenervi lezioni o conferenze; e la sfida, la difficoltà maggiore, per me, – a parte l’accurato lavoro preliminare di documentazione – è stata proprio questa: trovare il modo di realizzare, a partire dal saggio di Freud, un racconto scenico autonomo che, pur conservando un intento dichiaratamente didattico e divulgativo, non perdesse di vista  quello che, da sempre, è il fine principale del teatro: emozionare, e – perché no? – divertire tanto lo spettatore che abbia una certa consuetudine con la letteratura psicanalitica, quanto chi Freud l’abbia appena sentito nominare.

È evidente che, per trasformare il contenuto teorico della relazione freudiana nel materiale narrativo di un dialogo destinato alla messa in scena, ho dovuto  operare, sui testi originali, massicci tagli e, per ragioni di ritmo e di sintesi, numerosi altri interventi di rielaborazione, adattamento e riduzione. E, pur rispettando sempre le fonti bibliografiche e scientifiche, qua e là, ho integrato il resoconto clinico con alcune invenzioni ed ipotesi, per dir così, romanzesche: allo scopo di renderlo più avvincente e interessante dal punto di vista drammaturgico: più teatralizzabile, insomma.

Se dovessi collocare il mio dramma nel panorama della drammaturgia contemporanea, direi che “Il caso dell’Uomo dei lupi”, con la sua struttura programmaticamente a-temporale, le sue improvvise deviazioni oniriche, ed il continuo alternarsi e sovrapporsi del registro pedagogico con quello narrativo, si colloca nella direzione di un teatro antinaturalista, concettuale e filosoficamente avvertito, che cerca di realizzare, sul palcoscenico, un possibile equinozio tra la dialettica sartriana e il dépaysement  dei surrealisti, l’estraniamento di Brecht e la lucidità ossessiva di Bernhard.”

Sito internet: www.clubdifantomas.it

giovedì 6 maggio 2010

TIFANA ART GALLERY

foto_by_Ilze_Kuishele_12 (photo by Ilze Kuishele)

La Galleria "Tifana" è stata fondata nel 1998 e ha la sede in un antico palazzo nel cuore del centro storico di Riga. Le sue attività sono basate soprattutto sul lavoro di artisti lettoni.

Il programma espositivo della galleria comprende il periodo a partire dall'inizio degli anni 20 del secolo scorso fino ai giorni nostri. In questo modo i visitatori possono avere una visione esauriente della storia dell’arte figurativa in Lettonia.

Galleria d'arte "Tifana" è attenta anche alla ricerca di nuove tendenze e organizza mostre d'arte contemporanea non solo di artisti lettoni affermati ma anche di giovani che si sono appena laureati all'Accademia delle Belle Arti.

Di tradizione è un evento importante di ricorrenza annuale - la mostra dei vecchi maestri, la quale illustra l’arte lettone del periodo a partire dall'inizio del secolo scorso fino al periodo chiamato “SOVIET TIME”.

lunedì 3 maggio 2010

Alķīmija – nebeidzamie meklējumi

riflessioni_ermetiche_42 Senais izteiciens nosce te ipsum nozīmē – iepazīsti pats sevi nevis no reliģiskās vai mistiskās, bet gan no intensīvi introspektīvās puses.
Un tieši tā ir alķīmijas un hermētiskās domāšanas patiesā nozīme. Alķīmija nepiedāvāja atrisināt ar ķīmiju saistītu, bet gan garīgu problēmu, kaut arī daži kaismīgi eksperimentētāji bija pārpratuši tās pamatjēgu, parastos metālus mēģinot pārvērst zeltā. Bet parastais metāls, par kuru runāja, nebija nekas cits kā cilvēka prāts. Par alķīmijas zeltu uzskatīja Merkura gudrības zeltu, kam nebija nekāda metāla piejaukuma jeb samaitātas domāšanas. Otrs termins, ko izmantoja zināšanu apzīmēšanai, ir filozofu akmens.

riflessioni_ermetiche_43Vārds hermētisms neapzīmē noslēgtību, aizbāzni, zīmogu, kas liedz gaisa piekļuvi, kaut arī daļa alķīmiķu uzskatīja, ka, lai nonāktu līdz filozofu akmenim, daži noslēpumi jātur hermētiski noslēpti. Ar terminu hermētisms definē filozofiskās domas formu, izjūtu un dzīves veidu, kura saknes ietiecas Senajā Ēģiptē un kurš vēlāk, iespaidojoties no grieķu klasiskās civilizācijas, pavēra ceļu pārdomām, kas aizsāka plašu filozofiska un teoloģiska rakstura darbu radīšanu, tā dēvēto Corpus Hermeticum. Ir runa par virkni Bizantijas laikmeta kopā savāktiem un sakārtotiem tekstiem, kas, iespējams, izvēlēti to filozofiskās iedvesmas un doktrīnu, kurās ir kristietības kultūras elementi, saskaņas dēļ. Hermētisko tekstu piedāvātā pamatideja ir visa vienotība, uz kuras balstījās holistisks realitātes redzējums.

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Senajam grieķu dievam Hermejam atbilst ēģiptiešu Tots un latīņu Merkurs. Mēģinot radīt baznīcas liturģiju, romiešu rituālā tika ieviesti daudzi pagānu rituāli un simbolismi, kas parāda mūžīgās patiesības. Tātad antīkā mitoloģija ir kā milzīga teoloģiskā enciklopēdija, kurā dievības atspoguļo dabas spēkus un enerģiju. Hermejs, sūtnis starp dievībām un cilvēku, ir saikne starp dabas noslēpumu un cilvēka sapratni; kristiešu reliģijās tas atbilst Svētajam Garam. Šīs mūžīgās patiesības veido tā dēvēto arhetipisko pasauli, proti, kolektīvo atmiņu, kura ir kaut kas tāds, ko zemapziņas un ģenētiskā līmenī atpazīst visi.

Māksliniekam, kurš ķeras pie alķīmijas simbolu nozīmēm, šī tēma, kā tas ir manā gadījumā, var pārtapt nebeidzamos meklējumos.

Lolita

 

sabato 1 maggio 2010

Alchimia – una ricerca infinita

riflessioni_ermetiche_42 L’espressione molto antica “nosce te ipsum” significa conosci te stesso da un punto di vista non religioso, né mistico, ma intensamente introspettivo.

Ed è proprio questo il vero senso dell’alchimia e del pensiero ermetico.

L’Alchimia non si proponeva di risolvere un problema chimico bensì spirituale, anche se alcuni avidi sperimentatori fraintesero il senso fondamentale, cercando di convertire i metalli vili in oro, ma il metallo vile di cui si parlava non era altro che la mente dell’uomo. Per l’oro alchemico si intendeva l’oro dell’Intelligenza Mercuriale privata di ogni impurità metallica, ovvero del pensiero corrotto. Un altro termine che si usava per definire la conoscenza era la pietra filosofale.

riflessioni_ermetiche_43 La parola “ermetismo” non definisce una chiusura, un tappo, un suggello che impedisca il passaggio dell'aria, anche se una parte degli alchimisti ritenevano di dover tenere ermeticamente nascosti certi segreti per arrivare alla pietra dei filosofi. Con il termine “ermetismo” si definisce una forma di pensiero filosofico, un modo di sentire e di vivere che affonda le sue origini nell’antico Egitto e che in seguito, contaminandosi con la civiltà greca classica, ha aperto la strada a riflessioni e a vaste produzione di carattere filosofico e teologico, raccolte nel così detto Corpus Hermeticum. Si tratta di una serie di testi raggruppati e ordinati in età bizantina, scelti probabilmente per la loro ispirazione filosofica e l’assonanza delle dottrine presentate con gli elementi della cultura cristiana. L’idea fondamentale proposta dai testi ermetici è quella dell’unità del tutto, sulla quale si fondava una visione olistica della realtà.

riflessioni_ermetiche_51 A Ermete, antico dio greco, corrispondono Thot egizio e Mercurio latino. Nel tentativo di creare una liturgia della Chiesa, molti riti e simbolismi pagani, indicanti le verità eterne, furono introdotti nel Rituale Romano, quindi l'antica mitologia è come fosse un’enorme enciclopedia teologica nella quale le divinità rispecchiano le forze e l'energie della Natura. Ermete, ambasciatore tra le divinità e l'uomo, rappresenta il legame tra il mistero della Natura e la comprensione umana; nelle religioni cristiane corrisponde allo Spirito Santo. Queste verità eterne costituiscono il così detto mondo archetipico, cioè la memoria collettiva, un qualcosa riconoscibile da tutti a livello inconscio e genetico. 

Per un’artista che si approccio all'interpretazione dei simboli alchemici, come nel mio caso, l'alchimia può diventare una ricerca infinita.

Lolita