lunedì 13 novembre 2017

Conferenza “Arte visiva tra esoterismo, alchimia e simbolismo”. Casina Pompeiana, Napoli

In occasione della mostra Opus Alchymicum di Lolita Timofeeva (Castel dell’Ovo, fino al 2 dicembre), il 18 novembre 2017, dopo una visita guidata alle ore 15 fatta dalla stessa artista che racconta le sue opere, alle ore 17.30, presso la Casina Pompeiana della Villa Comunale di Napoli, Maurizio Vanni e Claudio Spinelli parlano di Arte visiva tra esoterismo, alchimia e simbolismo. Il movimento dell’anima da Lascaux a Timofeeva, un’occasione per calarsi nella dimensione onirica di Lolita Timofeeva.

Cosa è un’opera d’arte visiva? È sufficiente una solida base culturale per poterne comprendere il significato? E se la percezione fosse legata alla dimensione dell’anima? E se tutte le opere d’arte contenessero riferimenti esoterici?

Questi sono solo alcuni dei quesiti che si affronteranno durante il dibattito, attraverso un racconto che prende in considerazione dimensioni percettive diverse rispetto a quelle convenzionali dei manuali di storia dell’arte. All’incontro sarà presente anche il Console Onorario della Lettonia a Napoli Roberto Berni Canani.

L’incontro del 18 novembre, inoltre, è un modo per ricordare i 100 anni di indipendenza della Repubblica di Lettonia che saranno celebrati esattamente tra un anno, il 18 novembre 2018.

Maurizio Vanni
Museologo, Critico e Storico dell’arte, specialista in Marketing museale. Attualmente è Direttore Generale del Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art, Professore ordinario di Museologia e Marketing museale all’Università di Buenos Aires (Argentina), Docente di Advanced Marketing alla Facoltà di Economia di Roma Tor Vergata, Docente di Marketing delle Arti e della Cultura presso il Conservatorio Boccherini di Lucca. Curatore di eventi, tra mostre e progetti legati alla museologia e al marketing museale in oltre sessanta musei di trenta Paesi del mondo e ha tenuto conferenze, seminari e corsi di specializzazione in quaranta università internazionali. Ha al suo attivo oltre 200 pubblicazioni.

Maurizio Vanni
Professore ordinario di Chirurgia Pediatrica e infantile all’Università di Pisa, è appassionato di arte e di pittura, autore di opere esposte in diverse mostre personali – a Milano nel contesto dell’Expo 2015, nel Lu.C.C.A. Museum nel 2016 – e che fanno parte di importanti collezioni private.
Tiene conferenze e seminari su temi legati alle arti visive.
È Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Pediatrica e della sezione Dipartimentale Universitaria di Chirurgia Generale Pediatrica, Adolescenziale e Giovani adulti. Autore di oltre 500 pubblicazioni scientifiche e diversi libri.


Info: T. +39 327 597 8850   kengarags@fastwebnet.it

venerdì 27 ottobre 2017

Castel dell’Ovo di Napoli ospita l’esposizione Opus Alchymicum di Lolita Timofeeva



Dal 27 ottobre al 2 dicembre 2017 Napoli ospita l’esposizione Opus Alchymicum che porta per la prima volta nella città partenopea circa 100 opere dell'artista lettone Lolita Timofeeva. Nella splendida cornice del Castel dell'Ovo tra dipinti, disegni, sculture, installazioni e un cortometraggio il visitatore avrà modo di vivere la testimonianza espressiva di un’idea artistica nata durante un viaggio dell’artista a Napoli nel 2005. La visita alla Cappella diSan Severo fu per la Timofeeva un'esperienza unica e illuminate, tanto da avvicinarla al pensiero ermetico di Raimondo di Sangro principe di Sansevero, inventore, alchimista, letterato e geniale ideatore del tempio gentilizio.
Lolita Timofeeva è nata a Riga in Lettonia. Nel 1991 si è trasferita in Italia. Nel 1997 ha rappresentato la Lettonia, con una mostra personale, alla XLVII Biennale di Venezia. Attualmente lavora tra Bologna, Riga e Catania.

Per le celebrazioni dei 100 anni di indipendenza della Repubblica di Lettonia (18 novembre 2018) la mostra è patrocinata dall’Ambasciata della Repubblica della Lettonia in Italia e dal Consolato Onorario della Lettonia a Napoli.

Presentazione critica di: Agnisola Giorgio

Organizzata da:
Kengarags
Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli

Ufficio stampa:

Sponsor:
Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell'Arte Catania, ITALò Bologna, Occitane Voyages Bologna, Berengo Studio Venezia, Enhars Riga

Orari: lunedì-sabato 9.00-18.00, domenica e festivi 9.00-13.30
Ingresso gratuito

Informazioni e prenotazioni
T. +39 349 050 9273
T. +39 327 597 8850

kengarags@fastwebnet.it

venerdì 28 aprile 2017

Giorgio Guazzaloca. Sindaco-macellaio, orgoglioso di esserlo

Ritratto di Giorgio Guazzaloca 
dipinto da Lolita Timofeeva 

di e.m.  (da Kengarags)                                                                                      
Se ne andato mercoledì scorso Giorgio Guazzaloca, il primo sindaco non comunista di Bologna la “rossa”.
Il macellaio agli esordi della sua carriera, entrò nella storia nel 1999 quando vinse a sorpresa le elezioni, sfidando il monopolio comunista del capoluogo emiliano durato 54 anni. Un bolognese DOC, non diventò mai un “uomo del partito” pur essendo sostenuto dal centrodestra.
Amava Bologna ed era ricambiato dalla sua gente. Era stimato anche dagli avversari politici, tanto è che nel 2001 un gruppo, prevalentemente diessini o ex, gli fece un regalo particolare: commissionarono all’artista lettone Lolita Timofeeva il ritratto del primo cittadino. Il gesto provocò contrasti nel ambiente politico.
Si legge su il Resto del Carlino del 7 febbraio: “Ma che quadro divertente e - temiamo - per nulla malizioso, quello che hanno regalato ieri a Guazzaloca, per il 57esimo compleanno, gli amici della briscola. Amici storici, una nutrita pattuglia di vecchie glorie uscite quasi tutte, diritte sparate, da vent’anni e passa di storia del Pci bolognese. E già su questo si potrebbe tratteggiare tutto un mondo di consuetudini, legami e frequentazioni capace di inceppare i  fegati del intero centrodestra”.
Ma il gesto suscitò polemiche anche nella sinistra.
L’autrice della tela Lolita Timofeeva racconta:

- Al primo appuntamento con il sindaco scattai tante foto nel suo ufficio e mentre mi donava un libro sulla storia dei macellai di Bologna, intuì l’orgoglio nel suo commento, rimasi colpita. Tornai nel mio studio e sfogliando il volume vidi il quadro di Carracci “La bottega del macellaio”, così decisi di inserire nel mio dipinto il quarto di bue. Quando comunicai questa mia idea al gruppo dei committenti, fui criticata: “Devi rispettare il sindaco”. Tornai al Palazzo D’Accursio  per sentire da Guazzaloca: “Sono fiero di essere un macellaio. Proceda pure”.
So che era affezionato a questa sua immagine, teneva sempre il ritratto nel suo ufficio.

Oggi nella Sala Rossa di Palazzo d'Accursio è stata allestita la camera ardente con il picchetto d’onore. Domani alle 10.00 – la messa nella Cattedrale di San Pietro per ultimo saluto. Per la stessa giornata il sindaco Verginio Merola ha proclamato lutto cittadino.

Il gruppo di persone che festeggiarono Giorgio Guazzaloca
 nel 2001insieme alla pittrice con il ritratto sullo sfondo 

mercoledì 18 gennaio 2017

Laboratorio di scrittura creativa 2017. Bologna























DALL’ALTRA PARTE DEL MARE è il tema del laboratorio di scrittura creativa collettiva e meticcia Eks&Tra, che si svolgerà dal 24 febbraio 2017 al Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna, presso la cattedra del prof. Fulvio Pezzarossa. Ci si può iscrivere entro gennaio 2017.

Occorre inviare la candidatura per mail sia a eksetra@libero.it sia a fulvio.pezzarossa@libero.it con breve curriculum. Nella mail i candidati possono proporre l’oggetto o la documentazione che abbiano riferimento al tema dei viaggi oltre il mare per raggiungere il mondo nuovo, lontano e sognato. Si terrà conto delle culture/lingue di provenienza degli allievi, e dell’uso pieno dell’italiano scritto.

Questo laboratorio è unico in Italia. La particolarità è di essere all’interno del percorso accademico del Dipartimento, ma anche aperto all’esterno a chi voglia parteciparvi ed abbia una storia di emigrazione, italiana o straniera, da raccontare.
Il laboratorio è gratuito, ma si richiede la disponibilità a frequentarlo ed a creare un racconto collettivo finale.

“Il Mediterraneo – scrive il prof. Pezzarossa – da sempre culla dell’umanità, spazio aperto agli scambi e agli incontri, è divenuto una immensa tomba a causa di una politica disumana, frutto della guerra di esclusione che la Fortezza Europa sta combattendo, in nome dell’egoismo e del razzismo, contro migranti in fuga da guerre e da carestie. Le coste, punto di approdo e di salvezza, oggi respingono “invasioni” indesiderate. Ma anche sulla terraferma, le politiche migratorie europee, come in altri luoghi del mondo, tendono ad erigere muri e ostacoli contro la proclamata necessità di scambi tra individui e culture.

Il titolo – prosegue il prof. Pezzarossa – allude alla relatività dei punti di vista, e delle posizioni storiche e sociali, che vedono alternativamente i popoli costretti alla partenza o spinti alla accoglienza, consentendo di ripercorrere le rotte e i cammini che, in un passato recente e nel dramma del presente, tra punto di imbarco e miraggio di approdo, disseminano i continenti di dolore e incomprensione, ma anche rinnovano culture e mentalità.

Gli esercizi narrativi del Laboratorio di scrittura interculturale, vogliono perciò rispondere alla necessità di dialogo e di scambio, oltre ogni barriera, e offrirsi come luogo di sperimentazione di nuove comunità, attraverso il recupero di storie, racconti, narrazioni che aiutino a guardare oltre gli stereotipi di questa epopea delle migrazioni, che coinvolge l’intera umanità”.

Il Laboratorio si articola in 8 incontri a partire dal 24 FEBBRAIO 2017, coordinati in qualità  di Tutor, dal noto scrittore Wu Ming 2, seguiti da un intervallo utile alla rifinitura dei testi scaturiti dal lavoro laboratoriale, e da 2 successivi incontri per la discussione e la messa in comune dei prodotti narrativi.

Gli incontri mirano a una creatività  collettiva, che avvicina identità  autoctone e presenze straniere.

Gli incontri si svolgono il VENERDI’ ORE 15-18, nell’Aula FORTI (via Zamboni 32) del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica.

Alla fine del laboratorio verrà pubblicato un e-book da parte di Eks&tra con i racconti creati durante l’esperienza laboratoriale.

Maggiori info su www.eksetra.net

lunedì 20 giugno 2016

Scrittura meticcia – un nuovo fenomeno nella letteratura che nasce tra le mura dell’Università di Bologna

Valentina Bolzonella, Lolita Timofeeva e Oussama Mansour


















di Elisabeth Thatcher

L’Italia può essere considerata la patria della scrittura collettiva. Già nel 1929 i futuristi, tra i quali anche Marinetti, hanno sperimentato un romanzo scritto a dieci mani (Lo Zar è morto); poi negli anni ci sono stati diverse esperienze importanti dello scrivere insieme come quella di  Giuliano Scabia al DAMS di Bologna (il testo teatrale collettivo Il Gorilla Quadrumàno), come anche quella della scuola di Barbiana (la Lettera ad una professoressa). Fino ad arrivare ai giorni nostri, quando possiamo annoverare tra diversi tentativi riusciti un curioso fenomeno sperimentale del gruppo che si chiama Scrittura Industriale Collettiva, o ancora la escalation dell’ormai affermato gruppo  Wu Ming.
La novità assoluta arriva dall’Università di Bologna, dove nasce un nuovo fenomeno nella letteratura: è quello di scrittura collettiva meticcia, quando a creare un’opera sono persone provenienti dai paesi differenti. È un’esperienza dove la diversità diventa il valore che permette di riflettere su tante sfaccettature della contemporaneità.
Nel 2007 al Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna nasce il laboratorio di scrittura creativa interculturale, in collaborazione con l’Associazione Eks&Tra. Dopo diverse esperienze di scrittura individuale, nel 2012 Wu Ming 2 (Giovanni Cattabriga) propone la scrittura collettiva all’interno del corso. Sotto la sua guida il risultato non tarda a presentarsi: da quell’esperienza si sono formati alcuni collettivi che tuttora stanno portando avanti loro esperienza. Invece il 16 di giugno alla Festa delle Scritture all’Aula Pascoli in via Zamboni 32  è stato presentato e l’e-book “Mari&Muri”, che raccoglie i racconti scritti dai partecipanti al laboratorio Eks&Tra 2015.
Alcuni autori hanno letto i brani dei loro racconti:
"Salvati" di Matilde Ciolli, Brigida Gianzi, Donata Guglielmelli e Luca Tassoni.
"Unperfetto sconosciuto" di Simone Carati, Giulia Franchini, Francesca Fughelli, Cinzia Perini
"Tuttacolpa della Regina" di Silvia Greco, Giulia Bondi e Edoardo Spadaro.
"Ilfiglio del Haram" del gruppo BLESK (Lolita Timofeeva, Oussama Mansour e Valentina Bolzonella).
"Suoni dal deserto" del gruppo Tinariwen (Clara Torregrossa, Simone Andrenelli, Alba Pietrantuono e Liborio Pierciaccante).
Alla fine della presentazione è stata proiettata una performance realizzata da Muna Mussie.

Per poter inquadrare il fenomeno, abbiamo approfittato per intervistare uno dei gruppi: BLESK (link racconto) , formato da Valentina Bolzonella nata a Venezia, Lolita Timofeeva nata a Riga in Lettonia e Oussama Mansour nato a Ksar Hellal in Tunisia.

A cosa associ la parola “razzismo”?
Valentina: alla superbia.
Oussama: alla paura. Penso sia un sentimento arcaico e totalmente umano.
Lolita: all’ignoranza.

Quando l’altro ti inquieta?
Valentina: quando è terra arida su cui non riesce a crescere niente.
Oussama: quando mi accusa di delitti che non ho fatto. Ho paura di diventare colpevole di errori che non ho mai commesso e della violenza dell'altro, ma sono consapevole che spesso io stesso faccio paura, per via del mio aspetto.
Lolita: quando non comunica.

Che immagine ti evoca la parola “identità”?
Valentina: un campo di girasoli che sanno da che parte guardare, tutti assieme.
Oussama: distese di ulivi e terra rossastra dopo una pioggia molto grassa.
Lolita: un albero possente con le radici in crescita continua. Più territori attraversano, più forte è l’identità.

Una breve metafora della parola  “destino”?
Valentina: Il destino è sogno.
Oussama: Il destino sono i nostri desideri.
Lolita: Le porte aperte di un treno con che sta per partire e io mi chiedo: “che faccio, salgo?”

Qual è miglior invenzione della contemporaneità?
Valentina: qualsiasi strumento potenzi la circolazione delle conoscenze.
Oussama: internet.
Lolita: skype. Mia madre dice che colui che lo ha inventato è un sant’uomo.

Cosa rimpiangi della storia del passato?
Valentina: nulla. Sarebbe inutile, come ogni tipo di rimpianto.
Oussama: una forma di libertà che non esiste più. Oggi siamo tutti preda della paura, succubi delle regole.
Lolita: di non aver potuto conoscere personalmente Dante, Pico della Mirandola, Leonardo…  

Cosa ti fa pensare la parola “origini”?
Valentina: un qualcosa che sta ancora prima delle radici. Alla terra che sa di casa.
Oussama: un qualche cosa con cui ho un rapporto di conflitto e amore, un continuo ri- negoziare i miei ricordi e il legame che ho con la mia famiglia, la terra dove sono nato, la terra a cui appartengo. E' ancora un cammino e una ferita non guarita.
Lolita: una sorgente alla quale tornare sempre per attingere.

Cosa significa essere moderni?
Valentina: è proprio non saperlo essere, mantenendo l'apertura verso tutto il resto che non è chiamato moderno.
Oussama: non avere paura di un mondo che cambia ogni minuto, ma che tuttavia rimane uguale a quello dei nostri antenati.
Lolita: conoscere bene il passato.

Qual è il tuo peggior difetto?
Valentina: credermi infallibile.
Oussama: l'ignoranza.
Lolita: la pignoleria.

Qual è il tuo miglior pregio?
Valentina: sapermi riconoscere.
Oussama: l'adattamento.
Lolita: la pignoleria.


lunedì 9 maggio 2016

Il ritratto - viaggiatore del tenore Vsevolod Grivnov. Dipinto da Lolita Timofeeva

"Oprichnik ja! Ritratto di V. Grivnov", 2007, cm.160x100, di Lolita Timofeeva

































Finalmente il ritratto del tenore Vsevolod Grivnov, dipinto da Lolita Timofeeva, torna a Mosca con il suo proprietario.
Vsevolod Grivnov può vantare una brillante carriera e un ricchissimo repertorio, dal 2001 è il solista del teatro Bolshoi.

Il dipinto è stato realizzato dall’artista lettone nel 2007 a Bologna, durante l’esibizione del cantante al Teatro Comunale. Dopo essere stato esposto a Bruxelles, Parigi e Barcellona infine è approdato a Firenze, dove  il celebre tenore ha appena interpretato Vaudémont nell’opera “Iolanta”. E’ l’ultima opera composta da Čiajkovskij e quest’anno è stata per la prima volta rappresentata con successo all’Opera Firenze del 79° Maggio Musicale.

Vsevolod Grivnov

sabato 30 aprile 2016

Le donne tentatrici di Carlo Portelli




























Alla Galleria dell’Accademia di Firenze oggi si conclude una sorprendente mostra di un artista poco conosciuto. La sua storia è piuttosto travagliata e l’ attribuzione di alcuni suoi lavori – incerta. Infatti, la maggior parte dei dipinti in esposizione sono eseguiti con grande maestria e alcuni, invece, sono di dubbia fattura.

Carlo Portelli (primi anni del ’500 e il 1574) è stato un manierista  e ciò che colpisce di più nei suoi lavori è il trattamento particolare delle figure femminili. I corpi delle donne sono raffigurati  in torsioni irreali ma nel contesto dell’opera sono convincenti per la loro stabilità compositiva. Le protagoniste sono intente a sedurre i personaggi delle scene religiose rappresentate, per questo i gioielli che indossano portano i simboli del male. I  dipinti di Portelli  sono permeati di allusioni,  di incroci degli sguardi e del sentore di intrigo. E’ stato un artista audace, bizzarro e moderno.

Immacolata Concezione di Carlo Portelli


Nell’Allegoria dell’Immacolata Concezione del 1566 la figura femminile che monopolizza l’attenzione dello spettatore è di Eva. All’epoca la sua nudità  provocò un grande scandalo. Eva, con le dita della mano sinistra, sta solleticando il mento barbuto di Adamo, con la mano destra invece sta sostenendo il suo arnese, lo sguardo di lei è rivolto verso lo spettatore. Il suo piede destro è poggiato su quello di Adamo e nello stesso tempo maliziosamente sta sfiorando la coscia di re David. Adamo ha un’espressione addolorata e gli occhi semichiusi. Invece re David, intento a scrivere un verso del Cantico dei Cantici, sta cercando lo sguardo di Eva.

Cristo che predica con i santi Giovanni Evangelista e Battista di Carlo Portelli

































Nel dipinto Cristo che predica con i santi Giovanni Evangelista e Battista del 1571 i drappeggi sulla schiena scoperta della donna, ornati da un gioiello raffigurante il diavolo, evidenziano la sensualità del suo collo incurvato.  Ha la testa inclinata verso un frate, il quale rapito dallo sguardo di lei tiene la mano sinistra celata tra le pieghe della veste, quella destra invece è poggiata sopra. Sembra nulla di strano, ma uno spettatore attento potrà notare che in questa posizione le sue dita sicuramente stanno sfiorando la mano della donna, poggiata a stretto contatto con la coscia del prete. Il bambino che la tentatrice sta sostenendo con il braccio sinistro porge un frutto ad un altro bimbo. E’ il frutto proibito.


Allegoria della carità di Carlo Portelli
Un dipinto di Tamara de Lempicka

Invece l’Allegoria della carità della  Bonnefantenmuseum di Maastricht colpisce per la sua modernità. Potrebbe essere la fonte di ispirazione dell’artista polacca, Tamara de Lempickaappartenente alla corrente dell'Art Déco. Il suo modo di modellare i corpi e stilizzare i drappeggi sembra di essere preso in prestito dallo stravagante Carlo Portelli.