mercoledì 28 dicembre 2011

Sicilia è bellissima!


E QUI ci sono le foto della mia mostra a Taormina.

lunedì 26 dicembre 2011

BUON NATALE A TUTTI!

                                 














Un felice 2012 – anno del Drago Nero!

lunedì 21 novembre 2011

OPUS ALCHYMICUM si trasferisce da Mosca a Taormina


LIBRO

Lolita Timofeeva
Opus alchymicum
Con un saggio di Arturo Schwarz
128 pp., 24 x 28 cm.
Brossura, 28,00, 90 immagini colori
Edizione italiana, inglese e russa
ISBN 978-88-422-2069-5







MOSTRA 
OPUS ALCHYMICUM di Lolita Timofeeva
Sala Giovanni de Giovanni
Biblioteca Comunale Sant’Agostino
Piazza IX aprile
Taormina
1-17 dicembre 2011
Inaugurazione 1 dicembre ore 18.30

Il progetto di Lolita Timofeeva esposto con successo alla IV Biennale di Arte Contemporanea di Mosca 2011 e raccontato in questo libro, sarà in mostra, inaugurato da Valerio Massimo Manfredi, a Taormina in dicembre.
Lolita Timofeeva è una pittrice ostinata e fedele ai valori spirituali della vita, alla persistenza dei sentimenti e delle passioni che si scontrano gli uni contro gli altri nelle sue immagini con una sensibilità vulnerabile e vulnerante.

L’artista indaga la dimensione metafisica del mondo, la sua poetica appartiene all’ambito dei simboli e di archetipi, la sua ricerca si intreccia con gli studi dei testi di psicologia analitica e di filosofia.

Il volume, che riproduce 29 dipinti, 47 opere su carta e un’installazione, è accompagnato da un saggio del prof. Arturo Schwarz che così lo conclude: «Tra tutti gli artisti che ho conosciuto, nessuno, salvo Marcel Duchamp – ma nel suo caso, in modo diverso e più criptico – ci ha donato un’opera talmente organica e dalla valenza tanto complessa e iniziatica quanto quella di Lolita Timofeeva. A lei, che rappresenta un caso raro nella crescente volgarizzazione dell’esercizio artistico, un mio plauso riconoscente».

OPUS ALCHYMICUM si trasferisce da Mosca a Taormina

Opus Alchymicum a Taormina

venerdì 18 novembre 2011

Mio racconto “Mosca” nel libro “Casamondo”. Edizioni Eks&Tra

“Casamondo” è un libro pubblicato in questi giorni da Edizioni Eks&Tra con il contributo del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica di Università di Bologna. È frutto di un’esperienza offerta dal corso di scrittura creativa promosso dall’Associazione interculturale Eks&Tra e dal Dipartimento di Italianistica guidata da tre tutor: Christiana de Caldas Brito, Livia Claudia Bazu e Pina Piccolo. Quaranta persone di diverse nazionalità si sono incontrati durante aprile – maggio di quest’anno in aula Forti di via Zamboni per imparare e per migliorare. Si sono incontrati guidati dall’interesse in comune per la lettura, la scrittura e dall’amore per lingua italiana. La peculiarità preziosa di questa iniziativa consiste nel far incontrare attraverso la scrittura stranieri con italiani e stranieri tra di loro, nel confrontarsi e nel fondersi in una kermesse letteraria con le storie e culture diverse.
Ecco gli autori dei racconti pubblicati:
Idriss Amid, Antar Mohamed Marinacola, Stefano Samorì, Rosa Manrique, Serena Destito, Giulia Solignani, Valeria Merante, Valeria Merante, Linda K. Gaarder, Patricia Quezada, Magdalena Maria Kubas, Kyunghee Jung, Laura Vallortigara, Irene Gregis, Emanuela Verna, Khadijatou Ndiaye, Lolita Timofeeva, Gassid Babilonia (Kassad Houseni)
 
All’interno di “Casamondo” troverete anche un racconto collettivo “Nella nebbia”. Dopo stesso corso di scrittura creativa del 2008 un gruppo di persone ha continuato ad incontrarsi fuori dall’aula universitaria, praticando la scrittura e dando vita ai personaggi nati da semplici ogetti usati in un esercizio. È stata un impresa non facile, ma alquanto costruttiva come si legge in “Come nasce un racconto” in appendice del libro.
Autori: Pina Piccolo, Pia di Molfetta, Daniela Karewicz, Natalia Fagioli, Lolita Timofeeva, Milli Ruggiero, Patricia Quezada
 
“CASAMONDO” è un e-book scaricabile qui:
 
ISBN 978-88-902290-6-0
ISSN 1828-8391

mercoledì 26 ottobre 2011

Aleksandr Rodchenko e le Avanguardie russe

Per la mostra in corso al Palazzo delle Esposizioni (11 ottobre 2011 - 8 gennaio 2012).
Rodchenko 2«Il nostro dovere è quello di sperimentare» era lo slogan di Aleksandr Rodchenko, uno dei più importanti esponenti di Avanguardia russa. Che pur chiamandosi “Avanguardia” era comunque al servizio del potere, in un regime totalitario non aveva altra scelta. Quindi l’Avanguardia trasgrediva nelle tecniche, nella visione delle cose, nella teorizzazione dei metodi innovativi fino a cominciare ad essere considerati rivoluzionari e divenire un punto di riferimento per l’arte europea. Rodchenko 4
Così gli artisti del movimento diventavano pericolosi e il regime, non potendo tollerare ciò, li richiamò all’ordine. Loro dovettero adattarsi agli principi estetici del Realismo Socialista e alla nota dichiarazione dell’Associazione dei pittori russi (quelli del socrealismo) in occasione della loro 47a esposizione: “…Daremo agli eventi la loro vera immagine al posto delle astrazioni fantastiche che discreditano la nostra rivoluzione davanti al proletariato internazionale.” Per le astrazioni fantastiche si intendeva proprio il movimento delle Avanguardie russe.
Rodchenko 3È interessante l’accostamento di due mostre: un movimento che ha avuto una vita breve ma intensa - l’Avanguardia russa (rappresentata da Aleksandr Rodchenko) - che ha segnato subito la storia dell’arte internazionale e un altro movimento, nato nello stesso territorio e nello stesso periodo storico, ma che ha avuto una vita lunghissima con una produzione enorme e una scarsa considerazione nel mondo: il realismo socialista.Rodchenko 1

martedì 25 ottobre 2011

Realismi socialisti. Roma. Palazzo degli Esposizioni

11 ottobre 2011 - 8 gennaio 2012

realismi_socialisti
È impressionante vedere il Realismo Socialista celebrato a Roma. Nel cuore del rinascimento. Una mostra di arte sovietica al Palazzo delle Esposizioni. Gli artisti, maggior parte non più in vita, probabilmente non sognavano nemmeno un evento del genere. Ma Roma sempre è stata nei loro sogni! Nelle Accademie sovietiche un anno intero si dedicava allo studio del rinascimento italiano, lo si studiava così profondamente (ma solo sui libri), che si conoscevano i particolari più reconditi di ogni opera riprodotta. Viaggiare liberamente in occidente allora non era possibile e Roma rimaneva un sogno irraggiungibile.
È impressionante anche l’atteggiamento delle istituzioni artistiche ufficiali italiani (e occidentali in generale) che per decenni hanno snobbato questo modo di fare arte, ritenuto estraneo nel contesto delle vicende artistiche del XX secolo.
realismi socialisti 1
Le opere in mostra sono di dimensioni imponenti, eccellenti per la tecnica ma stilisticamente molto diverse tra di loro. Ci sono quelle da pittura liscia accademica (retaggio di arte classica del XIX secolo), in alcune si vede chiaramente l’influenza del impressionismo francese (ma all’epoca non ammettevano ufficialmente le influenze straniere) e altre ancora sono stilizzate. Quindi il realismo socialista non indica uno stile pittorico, ma un metodo ideologico. Maggior parte delle opere sono state eseguite per la propaganda del potere sovietico, come le scene di riunioni o di aperture dei Congressi politici con minuziosa descrizione di ogni personaggio.
Oppure le scene che raffigurano i lavoratori con i volti stanchi ma fieri della loro condizione e del loro contributo alla patria. Questa mostra è un ottimo spaccato della società sovietica con indottrinamento della creatività. Questa arte può piacere o meno, ma rispecchia perfettamente un periodo storico.

mercoledì 19 ottobre 2011

Arte involontaria

Lolita-Timofeeva
Un’altra installazione sull’Appennino tosco-emiliano, fatta da un’artista dalle mani callosi e ignaro di esserlo.

martedì 18 ottobre 2011

Involontariamente Arte

Vi è mai capitato di vedere un oggetto qualsiasi, banale, insignificante, d’uso quotidiano ed immaginarlo esposto in un museo? Guardate questa foto: è stata scattata su una strada dell’Appennino tosco-emiliano.
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Non è un capolavoro involontario? Lo chiamerei “WHY?” e lo porterei al MOMA di New York.
WHY3-Lolita-TimofeevaWHY4-Lolita-Timofeeva

martedì 11 ottobre 2011

8 di ottobre. LT STUDIO di Lolita Timofeeva. Giornata del Contemporaneo organizzata da AMACI

Ecco il rendiconto della mia Giornata del Contemporaneo.
L’apertura era prevista dalle ore 14.00 alle ore 22.00, ma come spesso accade, quando incontro tra le persone diventa coinvolgente, ci siamo trattenuti fino all’una di notte.
Dalle ore 15 alle ore 17 sette bambini scatenati (età tra 5 e 10 anni, tutti maschietti) si sono sbizzarriti nel disegnare. Abbiamo fatto tre esercizi: primo, sempre molto apprezzato dai bambini, famoso gioco dei surrealisti “Cadavre exquis”.
Cadavre exquis
Quando uno di loro inizia a disegnare in parte superiore   del foglio, lo piega in modo da non far vedere il risultato, lasciando solo le linee d’attacco e l’altro prosegue usando queste linee. Quindi riempie la sua parte del foglio e lo piega nello stesso modo, passando il compito al prossimo.
Il secondo esercizio, anche questo di gruppo, consisteva nel riempire un grande foglio, costruendo un racconto a parole e disegnarlo. Mio compito era quello di deviare ogni tanto il filo logico, stimolando la loro fantasia. E, devo dire che ci voleva poco: a quell’età i bambini sono naturalmente fantasiosi.
racconto
 
Quando abbiamo iniziato terzo esercizio, più tecnico, che consisteva nel creare una complessa gamma dei colori, usando solo quattro colori primari, i ragazzi hanno cominciato a perdere la concentrazione, e allora siamo passati a coca-cola e ai dolci.
Gli adulti sono più restii a mettersi in gioco con gli arti visivi, ma lo hanno fatto volentieri usando la parola. Ho invitato i visitatori ad aiutarmi nella creazione di un’opera: avevo preparato l’installazione (in foto) con il titolo: “ E quando raggiungerò il punto più alto…”
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I visitatori dovevano terminare la frase, scrivendo su una striscia di carta e attaccarla in alto su uno dei gancetti predisposti, creando così una specie di fiore. Gli ospiti erano così stimolati da questo gioco, che alcuni di loro hanno voluto usare più strisce per esprimere propri pensieri.
Questa installazione ho fatto anche in Biennale di Mosca, usando una scala di legno molto vissuta. Il fiore sta diventando enorme. Tutte queste frasi le userò nel mio prossimo progetto.

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lunedì 10 ottobre 2011

Esposizione “Behind the mirror” in IV Biennale di Mosca. Andate a vederla!

allestimento 7
Per gli amici che si trovano in questo periodo a Mosca.
Ecco le indicazione per arrivare a “Behind the mirror”. È un Progetto Speciale della IV Biennale dell’arte contemporanea di Mosca, curato da Maurizio Vanni che coinvolge, oltre a me, anche Francesco Attolini e Christian Balzano. È facile da raggiungere, volendo anche a piedi - una passeggiata di circa 20 minuti dal Cremlino. Qui trovate il percorso. Se siete pigri o il tempo non lo permette, potete arrivare in metropolitana, scendendo a Taganovskaja, e incamminarvi verso via Nikolojamskaja. Al numero 1 vedrete un grande banner sistemato sulla facciata della Biblioteca Rudomino All-Russia State Library for Foreign Literature di Mosca. È la nostra sede.
banner La biblioteca è stata fondata nel 1922 ed è una istituzione a Mosca. “La straniera”, così la chiamano in gergo, ha una storia gloriosa: sulla base dei corsi di lingua organizzati al suo interno nel 1930 è stato fondato il primo Istituto di Lingue straniere in Unione Sovietica e in seguito anche il famoso Istituto Statale Pedagogico di Lingue straniere a Mosca " Moris Tores" . Attualmente oltre una ricca raccolta di pubblicazioni in lingue straniere la biblioteca ospita anche tre importanti centri culturali: francese, giapponese e americano. Ha molte attività culturali e possiede un prestigioso centro espositivo, costituito da tre sale (complessivamente 300 metri quadri), le quali abbiamo usato per il nostro allestimento.
allestimento 6
All’inaugurazione abbiamo inscenato una performance che coinvolgeva il pubblico non solo nel attraversare le nostre tre sale, ma anche nel percorrere lunghissimi corridoi della biblioteca in una suggestiva processione. Francesco e Christian hanno imparato la loro parte in lingua russa! Il pubblico ne era estasiato.

Ecco alcune foto dell’inaugurazione.
Direttore generale Biennale MoscaA.Martinov
Performance Behind the mirror 1
Performance Behind the mirror 3Performance Behind the mirror 2
Performance Behind the mirror 6Performance Behind the mirror 4Performance Behind the mirror 5

martedì 4 ottobre 2011

Novità Allemandi Editore 2011


Opus Alchymicum

lunedì 3 ottobre 2011

8 ottobre 2011. Lolita Timofeeva apre le porte del suo studio


8 ottobre 2011 nell’ambito della settima edizione della Giornata del Contemporaneo sull’invito di AMACI, Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani aprirò le porte del mio studio per il pubblico. Venite numerosi!
Nel mio studio potrete vedere un dipinto monumentale (cm.200x300) che fa parte del progetto OPUS ALCHYMICUM , esposto ora in Biennale di Mosca (nel Progetto Speciale “Behind the mirror”) e le  mie ultime sperimentazioni con i materiali nuovi. Durante la giornata realizzeremo con la partecipazione di voi, visitatori un’opera d’arte collettiva e un “libro d’artisti”.
Dalle ore 15.00 alle ore17.00 invito i bambini per un laboratorio-gioco (su prenotazione, massimo 8 bambini).
Dalle ore 19.00 faremo la presentazione del libro “Opus alchymicum” edito da Allemandi Editore e a seguire – l’aperitivo.

Ecco l’indirizzo: LT STUDIO
************
40127 Bologna
Per informazioni:  info@lolitatimofeeva.it 

Come raggiungere via Pezzana 11:
in auto: prendere via del Lavoro ( attenzione! è senso unico), ultima attraversa sulla destra prima del ponte S. Donato sarà via Pezzana.
In autobus: n. 20 (da via Indipendenza) scendere alla fermata Mercato S. Donato, tornare verso il ponte e svoltare a destra,  attraversando via S. Donato e proseguendo in via del Lavoro. La prima via sulla vostra sinistra sarà via Pezzana.
n. 21 (dalla stazione) scendere alla fermata Via Pezzana, proseguire avanti per pochi metri, la prima via sulla vostra destra sarà via Pezzana.

AMACI ha scelto l’8 ottobre 2011 per il grande evento dedicato all’arte contemporanea  e al suo pubblico: la Giornata del Contemporaneo, quest’anno alla sua Settima edizione.
Con l’edizione 2011, AMACI si propone di incrementare il numero degli aderenti e di potenziare l’azione locale dell’Associazione e dei Musei associati, al fine di incentivare lo sviluppo del tessuto culturale territoriale.
Porte aperte gratuitamente in ogni angolo del Paese, per presentare artisti e nuove idee attraverso mostre, laboratori, eventi e conferenze. Un programma multiforme che regalerà al grande pubblico un’occasione per vivere da vicino il complesso e vivace mondo dell’arte contemporanea.

Anche quest’anno, la Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte Contemporanee del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, accanto alle più importanti istituzioni italiane, rinnova il suo sostegno ad AMACI, alla Settima Giornata del Contemporaneo e a tutti i suoi eventi.
Prosegue inoltre con successo il progetto di AMACI che vede protagonista di ogni edizione della Giornata un artista italiano di fama internazionale. Per la Giornata 2011, AMACI ha chiamato in scena Giulio Paolini, che ha concepito l’immagine guida dell’evento.




domenica 2 ottobre 2011

Arroganza di Mosca

Sono tornata dalla Biennale di Mosca, dove quest’anno espongo anche.
Mosca è una città che ti dà molta adrenalina se non eccedi con la permanenza e frequenti esclusivamente i luoghi d’arte e gli ambienti acculturati. Quattro - cinque giorni possono bastare per farsi l’idea di questa città come di una metropoli vivace e stravagante, ma quando mi capita di rimanervi dieci giorni, come questa volta, il suo aspetto diventa per me opprimente e arrogante. L’opulenza di dubbio gusto che fa di Mosca un lunapark, una discoteca, un albero di natale offende il mio gusto estetico. 
La gente di Mosca sembra rassegnata: tutto è come fosse nella norma. Ore in file per le strade, i tassisti sonnolenti che non hanno fretta di arrivare, le macchine impolverate. In compenso le persone camminano con una velocità impressionante! Dicono che così ci si stanca di meno. Forse per questo non fanno caso ai mostri architettonici che si innalzano nei cantieri in pieno centro: il settore edilizio è molto corrotto. Si, hanno cambiato tante cose - per non cambiare mai. Proprio  come nel Gattopardo.
Ogni volta che attraversi la strada sul passaggio pedonale, non sei sicuro che il flusso di auto si fermerà, e allora ti viene il dubbio: ma la vita di un essere umano in questa parte del mondo ha valore? I miei amici mi hanno tranquillizzato:  per i conducenti che investono le persone sulle strisce pedonali ora ci sono pene più severe. È molto rassicurante..

È una città di contrasti, dove l’assenza di logica nella vita di ogni giorno, le distanze interminabili, la pesantezza di inquinamento e povertà si dissolvono appena entri in un teatro o in un museo, dove vedi altro volto di Mosca, quello colto e raffinato. Il governo russo non fa tagli alla Cultura, continua a sovvenzionarla anche nel periodo di crisi. La cultura è ciò che continua ad avere un’aura particolare, anche se gli operatori del settore si lamentano: con l’arrivo di capitalismo manca la stabilità e le sicurezze. È diventato più difficile avere un incarico statale a vita, quindi bisogna darsi da fare, inventare nuove realtà.

Le cose che amo di Mosca: i miei amici, biblioteche, teatri, musei, la metropolitana e il caviale.
Le cose che non amo di Mosca: tutto il resto.



domenica 28 agosto 2011

Biennale di Venezia 2011. Vittorio Sgarbi è diventato un’artista


  Dopo alcune settimane passate dall’inaugurazione mi sto chiedendo: cosa ha fissato la mia mente di questa Biennale del 2011? Mi è rimasta impressa l’opera di Urs Fischer: la copia di “Rato delle Sabine” (di Giambologna) eseguita in cera in dimensioni naturali, una candela gigantesca che si scioglieva lentamente bruciando. Era come un verso alto triste e straziante. Vi era la vita dentro la morte, la sostanza nell’effimero, la pesantezza nella lievità.
   Mi è rimasto impresso anche il padiglione Italia. Per la sua bruttezza. Si è sempre detto che i critici d’arte sono artisti mancati. Eccovi testimonianza: il padiglione Italia non è altro che un’installazione di Vittorio Sgarbi. La sua, probabilmente, è una provocazione, è l’arte concettuale, è una performance. Si è servito di opere di centinaia di artisti per esprimere il proprio estro creativo. Il “demiurgo” ha costruito un “Mercatone delle occasioni”, in quale le opere di artisti, anche validissimi, sembrano “in svendita totale”. È così che si accatasta la merce negli stock quando si deve svuotare i fondi del magazzino. 




 Dopo aver visto questo, per rifarmi gli occhi, sono andata al cimitero di Venezia. Era una visita programmata da anni ma sempre rimandata. Tempo fa avevo letto la descrizione di Josif Brodskij del cimitero di San Michele. Il poeta russo esiliato, innamorato di Venezia volle essere seppellito proprio lì, accanto a Pound e Stravinskij. Scriveva di Venezia: “Sciaborda la laguna, punendo con cento minimi sprazzi la torbida pupilla per l’ansia di fissare nel ricordo questo paesaggio, capace a fare a meno di me”.

Ho girovagato per il cimitero seguendo il mio istinto, finché non mi sono imbattuta in “Recinto XV Evangelico”.  Entrai in un’atmosfera magica, abitata da spettri e fantasmi, vidi le radici degli alberi a profanare le tombe, i tronchi grossi dell’edera ad arrampicarsi come i serpenti sui crocifissi, i mezzobusto di marmo frantumati, le tombe sprofondate, scoperchiate. Un caldo torrido e gli urli.. Gli urli strazianti dei gabbiani che vi abitano, con i giovani pulcini a passeggiare in mezzo alla morte. Che tanto triste non mi è parsa in quel luogo abbandonato. Non ho provato ne il senso di lutto, ne amarezza, ne oppressione, ma l’attrazione per quel senso di trascendenza che si vive solo nei luoghi alti.   
  
Pensai che Brodskij doveva essere colpito proprio da questa parte del cimitero e sicuramente avrebbe voluto essere sepolto proprio qui. Continuai a vagare in mezzo a questa “installazione” finché non ho trovato la tomba di Stravinskij, allora iniziai a cercare con insistenza quella del poeta russo. E la trovai. Era unica tomba diversa  dalle altre: straripante di fiori e addirittura con un cappello bianco poggiato su un bastone. Sicuramente il poeta russo è molto visitato. Ma sono sicura che a Brodsckij questa opulenza in stile russo al limite del kitsch non sarebbe piaciuta. Sono convinta che la cosa che lo affascinò era proprio la metafisica del luogo, l’abbandono e l’ascetismo. 
       
                                                                                                                                                                

Sono tornata a Bologna soddisfatta. La visita del cimitero mi ha fatto vivere le emozioni che normalmente si provano per la Grande Arte.                                                                                                                                                              


                                                                                              

venerdì 26 agosto 2011

“Aida” a Taormina

Inizio con la storia di un tiranno. In Sicilia ce ne sono stati tanti. Ma quel Gerone II di Siracusa (263-214 a.C.) fece vivere a Tauromenion un periodo di prosperità e benessere, facendo godere a questa città un periodo di pace, risparmiandola anche da pesanti tributi. Fu allora fondato il teatro greco di Taormina, scavato nella roccia, divenuto il secondo in Sicilia dopo quello di Siracusa. Quindi, non sempre i tiranni vengono a nuocere. 


Il 12 si agosto ho potuto prima ammirare di giorno questo teatro con una vista mozzafiato, dove l’occhio spazia dalla baia di Naxos, alle coste calabre, all’Etna, a Castelmola e poi, di sera, vederlo trasformarsi in palazzi regali dell’Antico Egitto per “Aida” di Giuseppe Verdi. La bacchetta magica del regista e scenografo Enrico Castiglione è stata avvantaggiata dagli effetti ammalianti delle più moderne tecnologie di proiezione ad alta definizione. 



Durante l’allestimento, tra ultimi visitatori, sono riuscita anche a curiosare nei camerini incustoditi, studiare come sono fatte le decorazioni e sfiorare i costumi degli attori, pronti per essere indossati. Che emozione!

                                                    12 agosto 2011, Taormina